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L'associazione raggruppa studiosi, cultori ed appassionati dell'antica monodia liturgica che vedono in questa forma d'arte un patrimonio culturale e spirituale di primaria importanza che deve essere incrementato e studiato, un'esperienza musicale che si colloca all'origine della civiltà europea e della musica colta. Dom Jean Claire (1920 - 2005), ai cui studi l'Associazione si ispira, è stato un monaco di Solesmes ed il direttore per venticinque anni dal 1971 al 1996 del coro della prestigiosa abbazia francese nonché studioso di fama internazionale che ha aperto nuove ed inedite prospettive nell'interpretazione e nella comprensione dell'antico canto liturgico. Jean Claire, insieme con l'altro monaco solesmense, Eugene Cardine (1905-1988), si pone all'inizio di un movimento di rinnovamento nello studio del gregoriano e sviluppa gli studi sulla modalità del canto gregoriano pervenendo ad una sintesi interpretativa che getta nuova luce sulla comprensione e la formazione delle antiche melodie. Le ricerche del solesmense sono state approfondite da Alberto Turco che, per quarant'anni con frequenti soggiorni all'Abbazia di Solesmes, ha condiviso la ricerca scientifica con Jean Claire e ne ha ulteriormente sviluppate le conclusioni. L'associazione nel nome del monaco francese si propone di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale ed artistico del Canto Gregoriano e delle antiche monodie dell'Europa occidentale, certa del valore spirituale e religioso che rivestono gli antichi repertori liturgici di canto della Chiesa latina. In concreto, l'attività consiste nell'organizzare corsi e convegni, anche in collaborazione con Enti pubblici, privati o ecclesiastici e di curare la pubblicazione di testi e di monografie scientifiche. Attualmente l'associazione organizza ogni anno un corso residenziale di canto gregoriano a Fara Sabina (Rieti) nel mese di luglio ripartito in tre livelli più un seminario di approfondimento più specialistico. L'associazione, lungi da recenti polemiche liturgiche che alimentano solo le colonne dei giornali, sul recupero di riti antichi e senza precomprensioni assolutistiche, è convinta che un patrimonio di studi, di incisioni e di pubblicazioni non possa essere disperso o consegnato all'oblio delle future generazioni, ma che vada ripensato e approfondito per renderlo fruibile a quanti vorranno accostarsi a questa forma d'arte per mettersi in ascolto e alla scuola della Tradizione dei padri. |
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